In SS16 coi capelli di Branduardi al vento

Non c’è più religione e Odino la ha intuito molto bene.

Del resto viaggio in A14 da 12 anni e più e i lavori non li ho mai visti terminare. E se non finiscono i lavori in autostrada, della religione poco importa. Del resto come pensate che arrivino a casa vostra i volantini di Torre di Guardia?

Viviamo nel caos logistico perché la logistica è gestita da persone caotiche. Prendi ad esempio la gestione degli alimenti al supermercato. Ne comprano 100, ne vendono 50. Sui 50 venduti hanno un utile relativo ai 100. Gli altri 50 vengono buttati. Anche se scaduti da un giorno non possono essere donati alle mense dei poveri. Nessuno però combatte contro queste regole insane, perché il caos della logistica è consolidato più del caos della logica. E quei 50 prodotti costituiscono il guadagno di ditte di smaltimento dei rifiuti, che a loro volta alimentano il settore dei trasporti, che a sua volta alimenta l’incasso del petroliere, che a sua volta reimmette tutta questa merda in autostrada. Branduardi col topo ci fa una immane sega!

Ma i lavori in autostrada non finiscono mai! E poi mai!

In poche parole il sistema è fallito, forse più di Solange. Ché il fallimento mica avviene col collasso o con la cessazione di un qualcosa, anzi. Un sistema fallisce quando non segue dei criteri di buon senso. Scatta però la risata quando si pensa che i criteri di buon senso siano creati dalla stessa gente che gestisce il sistema. In sostanza il sistema è nato fallito.

Allora cambiamo presidenti senza eleggerli, e cambiamo cellulare ogni semestre per collegarci con la stessa applicazione. 

Prendi ad esempio i voli low cost. Ti permettono di andare a Berlino spendendo meno che andando al pub sotto casa. E allora usi il tuo nuovo smartphone, per andare nella solita app. Compri i biglietti e poi via, vai. A tutto in autostrada per raggiungere l’aeroporto. E giù con la benzina.

Ma i lavori in autostrada non finiscono mai.

Che poi, ogni volta, li vedi lì con le freccione giganti e luccicanti, ‘sti operai che guardano dei punti fissi verso la galassia di Andromeda. Ogni tanto ti chiedi “Ma che cazzo starria facenne quissi?”. 

Casello Ancona sud, in stato di abbandono da anni. Per il telepass ti fanno passare in una latrina adiacente alla stazione del servizio clienti. Ma che è oooo? Ma qui si paga duro! Che venga portato del rispetto!

Che poi, se sei di Lecce Sud e hai la sfiga di morire a Pordenone, come credi che ti ci riportino in patria?

In autostrada. Magari ti levano le scarpe prada da dentro la bara per pagarci il pedaggio. 

E anche da morto ti becchi i lavori e ‘sti restringimenti di corsia del cazzo.

 

Poi, un giorno, dici basta. E te ne vai per la SS16 con la cabrio aperta e i capelli al vento. Convinto di aver bypassato lo scempio autostradale e lo schifio dei pedaggi proibitivi.

E ti ferma la stradale. 

E ti fa un culo come una capanna, perché eri a fari spenti, senza cinta e col cellulare in mano ad usare la solita app.

Che Dio benedica i Testimoni di Geova, perché non sanno quello che fanno, ma lo fanno bene.

Ciao

 

 

Non c’è niente di più utile di una buona teoria

Molto spesso i libri di termodinamica vengono fusi insieme a quelli di elettromagnetismo: una bruttura enciclopedica di rara sfacciataggine. Eppure questo abuso di antibuonsenso deriva da un delirio universitario ingestibile, purtroppo; quello, per intenderci, in cui una massa di ragioneri, competenti sì, ma a fare altro, stabilisce liste di esami senza senso. Un esempio, in appunto: “Fisica generale” o “Termodinamica ed elettromagnetismo”.

E così ti ritrovi libri insensati, nati non per caso, ma per gestire questa nuova fascia di richieste e le copertine sono le più svariate. Libri che schiaffano maleducatamente una macchina termica a cavallo di qualche scienziato immenso come Nikola Tesla. Un po’ come spalmare di rubini il red carpet della mostra d’arte di Marotta.

Così iniziai ad appassionarmi al mondo delle copertine.

Ce ne fu una di infrequente. Mi colpì molto. Non sono più riuscito a trovarla, neanche nei meandri di Infernet più ardui nel navigare. C’era Nicolàs Carnot felice, con dietro James Clerk Maxwell con una faccia incazzata e triste allo stesso tempo. Una copertina che provocò in me enorme senso di nausea per diverso tempo. Allo stesso modo, però, mi fece riflettere molto. Carnot, infatti,  l’ho  sempre immaginato un francese snob. Figlio di un generale della Gallia moderna, si dilettava nel fare politica. La scienza non era la sua ragione di vita. Sebbene sia considerato il padre della termodinamica, io, come tanti altri, non sono mai riuscito a percepire tutta la genialità. E non credo sia un mio limite. Maxwell, invece, scozzese al cento per cento, fiero. Padre dei padri, legge delle leggi. Autoritario, con una folta e lunga barba.

Me la sono sempre immaginata come una metafora di vita quella copertina: il campione, dietro, che insegue l’idraulico; il fuoriclasse che gioca a flipper nel bar di Porchia e il monco in NBA; il sensibile a casa a guardare pareti e il ritardato saltellante allo Zen.

Sì, già, quella era una copertina di vita.

Ho cercato quel libro ovunque nel tempo. Non ne ricordavo il titolo, né gli autori. Ero troppo concentrato sulla copertina ai tempi per lasciare spazio ad altro.

Oggi quel libro l’ho trovato e l’ho comprato, per caso.

Emozionatissimo.

Tornato a casa l’ho guardato e lo ho sfogliato per poco

Poi ho fatto quello che avrei dovuto fare molti anni fa. La resa dei conti.

E così, sorridente, ho deciso di sfregiare, sfigurare, deturpare con un pennarello nero il Carnot e di rendere la bocca del Maxwell sorridente. James Clerk da dietro, me lo sono sempre immaginato sodomizzare il Carnot.

Perché fondamentalmente, quelli come Maxwell, nella vita, lo ficcano al culo a quelli come Carnot.

Non chiedetemi quale sia il libro. Non ve lo dirò mai.

Ciao

Una banale dimostrazione scientifica che affossa le bassezze dette dal Povia

Non se ne può più di questi finti divulgatori di scienza. Quello che ha detto Povia è una assurdità. Credo che già lo sappiate, ma voglio ricordarlo. Povia, quello de “i bambini fanno popoo, o oh? Boh”, va be’, quello lì, ha sostenuto che tra le varie cause dei terremoti c’è anche il movimento degli esseri umani sulla crosta terrestre. Ha fatto l’esempio delle persone alla festa del primo maggio, in piazza, tutte saltanti. Secondo lui questo “pogo” tremendo potrebbe turbare la quiete di qualche faglia (quale? La famosissima faglia poviana della tiburtina? Va be’, supponiamo ci sia una faglia sotto la piazza del primo maggio ad una profondità di qualche km) e innescare un violento terremoto.

La gente che mi permetterei di definire “normale” (ossia con un minimo di intelligenza) e senza una cultura scientifica profonda ha capito ad intuito (non è che ce ne voglia tanto. È un po’ come intuire che un ippopotamo non riesca ad entrare nel mio pacchetto di Marlboro) che quella detta da Povia fosse una fregnaccia. 

Purtroppo, però, oggi parlavo con delle persone che reputavo “intelligenti” che mi hanno detto: “Beh, sai, Povia potrebbe non aver tutto questo torto”.

Sono rimasto in silenzio e ho deciso di buttare giù due conti, per dimostrare matematicamente che quanto detto sia una enorme cazzata e che non si deve scherzare minimamente con queste cose. Non voglio buttarla sull’ironico, perché è comica la cosa in sé.

 

Cominciamo!

Supponiamo di considerare una piazza piuttosto grande. Anzi, grande, di 200.000 m2 (col punto in basso indico le migliaia)

Supponiamo che per assurdo (ogni volta che scriverò “per assurdo” intendo esplicitare delle situazioni estreme che amplificherebbero l’evento, quindi sono tutte ipotesi a favore della teoria di Povia e non a favore del risultato finale che verrà fuori che vuole smontare le sciuocchezze del Povia stesso)…. cmq, dicevo, supponiamo per assurdo che per ogni metro quadro ci siano 4 persone.

Abbiamo quindi 800.000 persone in questa piazza dimmerda, magari a guardare un concerto degli Articolo 31, dove si poga a paccare.

Consideriamo un peso medio della persona di 70kg (ci saranno obesi come G. Schiuma, e ragazzette anoressiche di 31 kg….. 70 kg mi sembra un peso medio plausibile).

 

Abbiamo perciò una massa totale di 56.000.000 kg = 56.000 t.

Supponiamo che il numero medio di scarpe della gente sia il 42.5 (ci saranno quelli col 47 e quelle col 37… 42.5 mi sembra una media fattibile).

La superficie di impronta per persona è data circa dal prodotto   27.5cm * 4cm * 2 (2 sono i piedi, chiaro) = 220 cm2

Ora ragioniamo per assurdo sulla totalità. Supponiamo una grossa massa di sterco che scarica su una superficie totale data dai piedi della gente (se fossimo stati ad un raduno di break dancer, potevamo mettere anche le mani). Anche questo, è un assurdo a favore della teoria dell’Ingegner Povia.

Allora abbiamo una superficie totale di impronta pari a

220cm2 *800.000 = 176.000.000 cm2

 

Consideriamo inizialmente le persone ferme (ancora deve iniziare il concerto e non pogano). Possiamo calcolare la pressione media sulla superficie ipotizzata come:

56.000.000 kg / 176.000.000 cm2 = 0.32 kg/cm2

Ora prendiamo il mio gatto obeso, Mimone, che poggia su quattro zampette, ognuna di circa 2cm2. Il mio gatto pesa otto kg:

8kg/8cm2 = il mio gatto scarica 1kg/cm2.

 

E già qui iniziamo a capire che il concetto di scarico, in sé, è un concetto che fa piuttosto sorridere (IN QUESTO CASO).

 

Supponiamo però che questi screanzati, in piazza, decidano di saltare. 

Supponiamo, anche qui per assurdo, che saltino tutti simultaneamente per una altezza di 1 m (un bel saltone Povietto. Li faccio saltare tanto giusto per non venirmi a sentir dire: “ma non li hai fatti sfogareeee al massimo controoo la terraaaa”)

Calcoliamo l’energia potenziale totale come:

56.000.000kg * 9.81 m/s2 * 1m = 549.360.000 J

Ora dobbiamo calcolare la velocità di impatto con cui ogni singolo spettatore del concerto arriva a toccare terra. 

1 m = v * 1s + 0.5* (9.81 m/s2) * 1s2 —-> v = 4 m/s —–> toh Povione, per assurdo, consideriamola a tuo favore di gran lunga superiore v= 5 m/s

Ora posso calcolare l’energia cinetica totale come:

0.5 * 56.000.000kg * 25 m2/s2 = 700.000.000 J

 

L’energia totale sarà pari a  E = 1.249.360.000 J

 

in realtà sarebbe minore e si potrebbe tralasciare il potenziale, ma per assurdo lo consideriamo a favore di Povia.
Ora possiamo schematizzare il problema come un semplice problema d’urto. In questo caso il problema stesso in esame può essere considerato come un caso limite di urto anelastico o come un caso limite di urto elastico.

È più logico considerare il problema come una estremizzazione, per assurdo, di un urto anelastico (non sto qui a spiegarvi il perché).

Perciò si può affermare che la perdita di energia meccanica dovuta all’urto è totale, perché la massa ridotta del sistema (sistema = terra + esseri immondi al concerto degli articolo 31) è data da un prodotto di entità “grandi” fratto una somma di entità “grandi”. È come se stessimo considerando un rapporto tra un infinito di ordine superiore e uno inferiore. (non è proprio così, ma ora non è assurdo ragionare così, ma logico).

Del resto la conservazione della quantità di moto, una banale formula di prima elementare, ci conferma che il sistema nell’istante d’urto ha una Velocità pari a V=0 (credo lo avrebbe intuito anche Gianni Schiuma).

Ne consegue che tutta l’energia è dissipata con l’urto.

 

Ora dobbiamo capire la profondità interessata da questa dissipazione di energia.

Applichiamo una formula generalizzata di Karl Terzaghi:

D = 0.7 * sqrt(56000) =165 m

 

Quindi questa “energia” non si dissipa oltre i 165 m di profondità di questa piazza.

Supponiamo PER ASSURDISSIMO che a 165 m di profondità l’energia sia pari a quella massima del sistema al momento dell’urto (ovviamente non è così, ma inferiore tendente allo zero, calcolabile secondi banali leggi di propagazione…. la supponiamo massima per andare incontro alla teoria di Povia anche in questo caso).

 

Quindi, per assurdo, a 165 m di profondità abbiamo E = 1.249.360.000 J

 

Ora chi non ha una base scientifica dettata da studi universitari potrebbe pensare che questa quantità sia enorme. Allora per farvi capire il concetto, prendiamo ad esempio la bomba atomica di Hiroshima. Essa sprigionò 80.000 MILIARDI di Joule. Chiamiamo l’Energia sprigionata dalla bomba di Hiroshima H= 80.000.000.000.000 J

 

1.249.360.000 / 80.000.000.000.000 = 0.0016 %

 

Oggi sono stati misurati dei terremoti indotti con delle bombe atomiche in profondità. Bombe atomiche ovviamente superiori in energia sprigionata a quella di hiroshima. I terremoti indotti erano di magnitudo Richter inferiore al grado 3.

Noi abbiamo supposto che l’energia sprigionata dal salto degli spettatori arrivasse in modo “pieno” a 165 metri di profondità. In realtà a 165 è quasi nulla l’energia. 

In sostanza, voglio farla breve, l’energia che si genera con un salto massimo degli spettatori interessa una piccola profondità della superficie terrestre e ha una modestissima energia che si DISSIPA IMMEDIATAMENTE dopo l’urto.

 

L’energia generata dal salto degli spettatori NON è SUFFICIENTE neanche a creare delle plasticizzazioni del terreno a profondità superiori ai 1/2 metri. E questo lo si può facilmente dimostrare SCIENTIFICAMENTE, prendendo le tabelle con le caratteristiche dei terreni e compararli con i risultati di prove di laboratorio.

 

Infine. Supponiamo per ASSURDISSIMO che il salto delle persone non sia simultaneo, ma che si tenda a generare una onda, un fenomeno ondulatorio. Insomma, UNA FORZANTE sul terreno non diretta, ma sinusoidale.

In questo caso anche nella più remota delle ipotesi (IMPOSSIBILE LOGICAMENTE, e con lo 0.000000000001 % di probabilità reali) che ci sia una sovrapposizione della frequenza della forzante sinusoidale, con la frequenza naturale del terreno, si avrebbe la genesi di una forza non più costante ma funzione del tempo F(t) che potrebbe generare dei locali fenomeni di doppia risonanza. 

Tradotto: si potrebbe sentire tremare il terreno superficiale in alcune zone, come quando trema un vetro sottile al passaggio di una macchina. Ma non succederebbe niente altro. Magari (IN QUESTA REMOTA IPOTESI) quelli che hanno casa vicino alla piazza potrebbero sentire tremare i vetri, come quando passa il bus sotto casa.

 

Forze potevo essere più chiaro. Non lo so. Spero di esserlo stato.

 

Chiudo in maceratese:

‘i capito Povia?

Non te la pia male, piatelanderculo.

Facimo che n’artra orda te lo spieghimo tutti.

 

Ciaoo

 

Noi non siamo tartarughe ninja e la Sindone non la indosseremo mai.

 

Non abbiamo mica bisogno di andare in determinati posti per capire che facciano schifo. Penso che Cristo lo immaginasse anche prima della crocifissione che il Golgota fosse un posto di merda.

Per questa semplicissima ragione non credo che serva andare in uno di quei luoghi dove la sera ti fanno la foto, poi la marchiano col logo, e il giorno dopo ti schiaffano su fb in album sconsacrati, infiniti, di una tristezza misurabile solo in anni luce. Le pose coi finti sorrisi e tutti col braccio alzato per far vedere i cocktails. Duri o. Siete grossi, proprio.

Magari, poi, becchi l’album della festa in maschera. La festa anni 50. La festa futuristica. Mai una volta che facessero una festa in maschera ambientata nelle scuole di sostegno. Riuscirebbero a risparmiare sui costumi.

E poi tatuaggi. E abbracci e baci. Magari conosci gente che si odia e in foto la vedi sul filo del pomiciamento.

 

“èèèèhhhhhpperò, ma tu non te sai diverti’. Si un asociale demmerda”

Può darsi. Ma chi stabilisce che questo sia un limite?

Cioè, capisci? Chi è che ha stabilito la regola che il non divertirsi mascherandosi da Uomo Ragno debba essere per forza un limite? A me l’Uomo Ragno sta sul cazzo, così come Robocop e Batman. 

Io la birra me la bevo a casa o in qualche bar a Lido, senza la necessità che qualcuno mi faccia la foto col logo. 

Io il logo appiccicato su di me NON LO VOGLIO. E neanche chi è morto a Birkenau lo voleva.

 

A questo punto non si capisce più niente.

È il caos della logica. 

Cioè, questo è il mondo in cui chi vive tutta la settimana nell’attesa di mascherarsi da Zorro, magari a 35 anni, ha la presunzione di poter dire “asociale” ad uno che magari sta a casa a leggersi un libro?

Vabe’, voglio seguire questa illogica del caos.

VADO:

“Ghandiiii assasssinooooooooo”

È sci è, qua spara tutti le fregnacce a caso senza senso, lo faccio pure io.

RIPROVO:

“Dio è buonoooooooo”

Ehm. Non provo quella soddisfazione che mi aspettavo.

 

A quattro anni piansi per due giorni perché mamma non volle comprarmi il vestito di Raffaello delle Ninja Turtles.

 

A QUATTRO ANNI.

Ciao

 

 

Una regola giusta non avrebbe mai potuto generare Alberto Tomba

È un problema di regole fondamentalmente. Non perché non ce ne vogliano, ma perché quelle che si sono fisiologicamente create, da sole, senza il volere di nessuno, sono palesemente sbagliate.

Come può un genio essere genio se il suo tasso di genialità è definito da elementi che di geniale non hanno nulla?

Non è un po’ come se un Brasiliano senza papille gustative dicesse “Uee Mariuuuu, mutuu bonu i tuu risottu a fungo porcinu”.

Come si può, ad esempio, minimamente pensare che la sanità italiana funzioni o che la gente abbia in essa fiducia, quando a guidare il ministero corrispettivo ci sia la Lorenzin. Basti leggerne la biografia per capire che non sia possibile. Non ne può essere capace. Non ha neanche la laurea.

Ma voglio spiegarmi meglio.

Non è che una laurea faccia una persona. Non è che una laurea sia sinonimo di intelligenza.

E con questa premessa metto a tacere quelli che stanno leggendo questo articolo senza una laurea, pronti a scalpitare in difesa del loro cervello.

Resta il fatto che nel suo piccolo la laurea è un attestato. Certo, è un po’ come il discorso sulla genialità che si faceva prima. Chi te la rilascia la laurea? Chi attesta che il tuo essere dotto in una materia specifica sia reale, vero? Ma questo è secondario, purtroppo. Perché indipendentemente dalle risposte a queste due domande, una sorta di sacrificio per raggiungere l’obiettivo, dietro, c’è. Certo, il fisico termonucleare avrà sputato più sangue rispetto ad uno scienziato delle merendine. Ma il sacrificio c’è stato, anche per lo scienziato delle merendine.

E il sacrificio è importante. E non perché questo sia il blog del Masochismo al cioccolato, ma perché il sacrificio ha il potere di indicare la predisposizione di una persona a non cadere nelle tentazioni del male.

Perché, cari ragazzi, tutti preferirebbero strimpellare la chitarra piuttosto che studiare le equazioni di Maxwell. Tutti preferirebbero andare a fare le foto alle coccinelle con una Canon da 2400 dollari, piuttosto che studiare le condizioni al contorno di Peter Lax.

Ma sappiamo anche tutti benissimo che la luce, dentro casa, non la accendo strimpellando Giannaaaa GIANNNNAAAA GIANNNAAAAA SOSTENEVAAAA….. ma che cazzo volia sostene’ gianna? Ma vanne a fatica’, Gianna. Puttana!

Certo, le regole sono sbagliate.

Infatti la macchina per fare le foto alle coccinelle discende da studi e sacrifici fatti da chi vomitava all’idea che altri potessero utilizzare quell’aggeggio per fotografare coccinelle.

Praticamente è un caos gestionale dove il medico passa la siringa infetta all’ammalato.

Aspetta, un attimo.     IL MIOOOOO NOMEEEE è MAIIIII PIùùùùùù, MAIIII PIùùùù.

Niente. Non s’è spenta la tv.

Diobiondo.

Ciao

La politica labradoriana è molto bella

Andremo a votare presto. Allora analizzo. Sul cosa fare.

Faccio un punto della situazione per chiarirmi le idee, per decidere.

Alle ultime votazioni il partito che ha preso più voti, senza considerare le coalizioni, è stato il Movimento5stelle. Insomma, quello del comico, del guru con la permanente e del giovane Di Battista.

Vorrei soffermarmi su Di Battista. Degli altri si conosce già tutto. Mi soffermo e dico: “Chi è Di Battista?”. Ah, quello che ha scritto il libro “Sicari a cinque euro” riferendosi ai sicari del sud america.

Me lo immagino così:

Hernanes de la selva (grossu e prepotente imprenditore Ecuadoriano): Ei Sciau killèr, io duvrijo fare fori mia muliera

Sicariu: No problema, io ammazza tutto guando. Ma tuttu tuttu tuttu. Io Spara cattio

Hernanes de la selva: quantu voli tu per mmazza tutti?

Sicariu: 150 sucre, prezzu di favori

Hernanes de la selva: Io cho solu scinque euro

Sicariu: Ma che dici?

Vai a fare in culo Di Battista.

Il movimento cinque stelle è un movimento molto eterogeneo. Si parte dal sopradetto Di Battista, per arrivare a Crimi. Bellissimo lui. Me lo immagino la sera, col piatto di spaghetti al tonno, bestemmiare i santi e urlando verso la madre: “Mammmaaaa non ce la faccio più, ma chi me l’ha fatto fare. Devo ancora finire gli esami a Scienze politiche e col taglio di stipendi manco le tasse riesco a pagarmi. MAMMAAAAAA”.

Vergognosi gli ultimi atteggiamenti in aula.

Ogni tanto faccio sondaggi di vita politica. Chiedo agli amici o a conoscenti chi abbiano votato. Mai nessuno dice “M5s”. C’è un imbarazzo totale. Su 20 persone a cui chiedo, nessuno ormai risponde m5s. Si vergognano. Sono diventati come i vecchi elettori di Berlusconi, che si vergognavano di dirlo. Perché se così non fosse ogni legge della statistica sarebbe ribaltata. Con la differenza che Silviettocaro gli elettori se li teneva, mentre questi qua, alle prossime elezioni, a mio avviso, prenderanno una batosta biblica.

Però, anche io, me la devo smettere con questa demagogia spicciola e del cazzo. 

I grillini sono persone cordiali e socievoli. Sono acculturate. Sono fresche, amano la rete. È possibile fare discorsi elevati con loro. Soprattutto su fb o twitter.

Potenziale elettore perplesso: Ciao amici. Sarei intenzionato a votare cinque stelle ma dopo gli ultimi accadimenti non ne sono più tanto sicuro

Grillino Colto: ti stuprooooo la cagnaaaa in macchina

Potenziale elettore perplesso: Scusi?

Grillino Colto: Berlusconiano di mmerdaaaaaaaaaaaaaaaaa

Potenziale elettore perplesso: Mi potrebbe spiegare cosa sta farneticando?

Grillino Colto: tu difendi la boldrini, ti spaccooooo la tua Maseratiiii in mille pezzi

Potenziale elettore perplesso: ma c’ho ‘na ritmo a metano, ma che dice?

Augias, nella sua carriera ha detto una marea di stronzate, ma ‘sta volta ha detto giusto. Ha detto la verità sul m5s. E loro, per dimostrare che avesse torto, cosa hanno fatto? Hanno caricato in rete foto di un suo libro bruciato. Mi ricorda qualcosa questa scena

Caro Grillo, torna a fare il comico, eri bravo. Quando scoppolasti Jovanotti mi facesti gassare come una faina.

Attualmente sei il nulla.

Riuscire a fare sembrare Forza Italia un qualcosa di decente pensavo fosse una cosa impossibile. Beh, M5s ce l’ha fatta.

Ciao

Ricordiamolo così

http://www.youtube.com/watch?v=R2LsB6ZwHbA

La verità sulle punizioni di Roberto Carlos

Scherzavo. Parliamo di Nazismo, di Mario e di un cane.

Da quando andavo a scuola, bambino-adolescente-ometto-uomo-rana, mi son sempre sentito dire che gli ebrei erano le vittime. Ricordo la maestra delle elementari, la cara Laura, ancora singhiozzante quando ci fece vedere un documentario sui campi di concentramento. E ancora la faccia sghignazzante di Menghele sulla tv a tubo catodico della scuola. Alle medie lo stesso. Documentari su documentari. Delle superiori mi ricordo solo Virtua Striker in sala giochi. Passo. All’università ero immerso in Timoshenko e sinceramente di queste cose non me ne fregava un cazzo.

Comunque: vittime! Aggiudicato!

Ora qualche sciacallo uscito da qualche tombino, vuole venire a farmi credere che gli israeliani sono i cattivi: i nazisti del XXI secolo. Generalizzando, poi, il concetto di israeliano. Lacerando la storia come dinamite su pollo alla griglia. 

Bisognerebbe prima definire:

chi è un ebreo?

chi è un israeliano? 

Vi è chiaro? Tu che leggi, hai chiaro il concetto? Hai chiara la situazione, la storia, la geografia del dolore?

Un giorno ero in un bar della zona e quattro cani randagi con sembianze umane discutevano sulla questione israelo-palestinese, inneggiando alla Palestina. Dicevano che Israele è il male, la Palestina il bene. Mi sono avvicinato. Ho chiesto il perché? Volevo capire.

Non mi hanno risposto, hanno sorriso. 

Allora ho insistito. Li ho invitati ad illuminarmi, a spiegarmi la storia. Forse l’avevo percepita male.

Niente. Il Silenzio.

NON SAPEVANO NIENTE. Neanche quali fossero i territori interessati. Se avessi loro mostrato una mappa, avrebbero indicato la Thailandia. Brutti cani, mi avete mandato di traverso lo yogurt al mirtillo Muller, che tra l’altro fa cacare il cazzooooo. 

Per piacere, portiamo rispetto. Qui non si prende difesa di nessuno. Qui si chiede una chiarezza che può essere solo data dall’approfondimento sull’accaduto e su quanto accade.

Parlare della questione israelo-palestinese come fosse Lazio-Roma è più vergognoso di quanto avvenuto a Treblinka.

A Treblinka fu cancellata la storia. Sepolta. E quando la storia viene sepolta si entra nella fantascienza.

 

Ho conosciuto anche dei negazionisti. Insomma, quelli che sostengono che la soluzione finale non sia stata nient’altro che una messa in scena dei vincitori della seconda guerra mondiale. Oltre al fatto che è vergognoso negare un qualcosa di palesemente dimostrato, forse il più grosso crimine contro l’umanità insieme ai gulag russi e a Dj SpallX, è ancora più vergognoso che certi elementi possano negare. MA CHE CAZZO VUOLE NEGARE UNO CHE NON SA NIENTE?

 

esempio:

legendina:

M = Mario

C = Cane

 

M: Ciao cane

C: bau

M: Parliamo di fica?

C: bau bau bau

M: anzi no, parliamo di trasformazioni nello spazio di Banach

C: No, io le voglio negare!

Daje, non è possibile.

 

Ciao

 

 

De vulgari elommmmerda

Vogliono fare tutti i grafici, i fotografi, i musicisti.
(Poi dopo il culo alla casa di riposo chi ve lo pulirà? Jeff Beck?)

Ma perché?

(Sto scrivendo questo post solo per non pensare a Bob Dylan pagato da Lapo per fare la pubblicità Fiat. Scusatemi)

Ma la cosa che non capisco è il come mai i grafici, i fotografi e i musicisti veri e seri ancora non siano intervenuti nel placare questa improvvisazione di massa.
Tanto la meritocrazia non paga e la committenza, molto spesso, non distingue la mmmerda dal capolavoro.
Ancora sperate nel vangelo “tanto il cliente sa distinguere il bello dal brutto”?

           Grossissimi.

Quando uno non ha voglia di non fare un cazzo (e non fa un cazzo nella vita) e si sveglia la mattina pensando di avere il diritto di “reinventarsi”, mi girano i coglioni in otto sistemi di riferimento non inerziali.
Musicisti che si autoproclamano come tali non avendo la minima cognizione di un cazzo di niente. Artisti, registi, acquarellisti, temperisti, fotografi, ballerini, cantanti. Ma che è, ooooo? Amici?

Oggi viaggiavo in autostrada e vedevo. Riflettevo. Tir merci a paccare sulla corsia della povera velocità. Poi speravo: “speriamo che quei nerd di telecomunicazioni ed elettronica dell’Unibo sviluppino al più presto i droni per il trasporto merci, altrimenti chi cazzo sposterà le cose se tutti vogliono fare i grafici, i musicisti, i fotografi, ecc.ecc. eccapperi (scusate)?”

UPS NON CI SARÀ PIÙ?

UN INCUBOOOOOOOO. NON SCHERZIAMO.

Poi mi sono calmato. E ho pensato ad una cosa bella: il macbook air.
Ahhh.

In un mondo di grafici e fotografi avremmo delle locandine fatte di niente.
E amazon? Venderebbe solo tavolette grafiche e reflex.
T r e m o.

Madonna ragazzi.

Che poi i veri grafici e musicisti avevano già poco lavoro prima…. E figuriamoci con questa concorrenza sleale.

Ma la speranza non muore mai (non è vero. È morta nel 1981. Stecchita. Ma volevo concludere il post in modo finto e smielato).

Alla fine il bene trionferà e un Dio ingegnere si manifesterà, trasformando in profilati d’acciao tutte le reflex, le chitarre e le tavolette grafiche del mondo.

E avremo lunghi ponti grigi
E funi d’acciaio lucente
Cemento armato nei fiumi
E tutto verrà spedito da amazon prime elicopter

Sarajevo sarà il centro di tutto

La taccagnaggine sarà bandita
E non ci saranno locandine
Non ci saranno foto
Non ci saranno concerti di merda

Siamo ancora nel 1919, a Weimar.
Stiamo lavorando per noi

Ciao

Uomini che sembrano donne. Donne che sembrano tonni.

Mah.

La gente si crede bella. Molto più bella di quello che è, obiettivamente. Li vedi, lì, sui social, a caricare autoscatti ridicoli. Per carità, qui a scrivere non c’è Breddi Pitti, ma almeno, qui, si pubblican foto di gatti o, al massimo, di ipad fallati.
Che poi, diciamocela tutta, del vostro nuovo smalto, NON CE NE FREGA UN CAZZO.
Facebook è un mezzo potentissimo. Anche il mondo lo è. Le menti umane? Di più.
Esci di casa e ti trovi le solite cagne che esordiscono discorsi del tipo “tu dovresti andare a farti una vacanza, basta con quel computer”. Due giorni dopo ti ribecchi una di quelle figlie di Dio in diretta, su FB, da Oslo. E lei si tagga e si ritagga e carica foto dei cessi di Oslo, e dei sorbetti di Oslo, e della pizza di Oslo. È paradossale.
Vivere male per condividere bene.
Eliminata.

Ma allora abbiate il coraggio di vivere malissimo!

Le cose vanno fatte ben bene.

A tutti noi piace fb, e piace ancora di più a quelli o quelle che non scrivono mai, ma curiosano all’infinito. Ma non vogliono far sapere al mondo che ci sono. Perché hanno paura. La paura che si scopra che non hanno niente da dire. Neanche le cazzate.

E che si chiaro, questo vale per il 90% dell’utenza. Che non c’è, ma c’è più di te che ci sei.

SIAMO IN PIAZZA. SIAMO I FIGLI DI PUTTANA CON L’OMBRELLO CONTRO IL SOLE. SIAMO QUELLI CHE TE LO FICCANO NEL CULO, SOLO DOPO AVERCI APPLICATO LA MARCA DA BOLLO DA 16.00 €.

Ciao